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Rottamazione Quinquies: le novità nella Legge di Bilancio 2026

2025-10-29 20:15

Tiziano Benedetti

Rottamazione Quinquies: le novità nella Legge di Bilancio 2026

Rottamazione quinquies 2026: guida pratica per cittadini e imprese su modalità, scadenze e benefici della nuova sanatoria.

Con la bozza della Legge di Bilancio 2026, torna la definizione agevolata dei carichi fiscali, meglio conosciuta come rottamazione quinquies. Dopo le precedenti versioni – dalla rottamazione bis alla rottamazione quater – il Governo propone una nuova sanatoria per consentire ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione con il Fisco, pagando solo l’imposta e risparmiando su sanzioni e interessi.

In questo articolo, lo Studio Legale Grilli Venuti illustra le principali novità, i vantaggi e le criticità dello strumento, per aiutare cittadini e imprese a capire se conviene aderire e come farlo.

Che cos'è la rottamazione quinquies

La rottamazione quinquies è una procedura che permette di definire i debiti fiscali e previdenziali affidati alla riscossione, eliminando sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione. In altre parole, il contribuente è chiamato a pagare soltanto:

il capitale dovuto, ossia l’imposta o il contributo originario;

le spese di notifica e le spese esecutive.

Tutti gli oneri accessori – spesso la parte più gravosa delle cartelle – vengono cancellati. 

Quali debiti rientrano

Secondo la bozza di legge, possono accedere alla rottamazione quinquies i debiti affidati agli agenti della riscossione nel periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.

Rientrano in particolare:

Imposte dichiarate ma non versate (Irpef, Ires, Iva);

Contributi previdenziali dovuti all’INPS, purché non derivanti da accertamento;

Tributi risultanti da liquidazioni automatizzate (art. 36-bis DPR 600/73) e controlli formali (art. 36-ter DPR 600/73);

Iva da controllo automatizzato (art. 54-bis DPR 633/72).

Sono invece esclusi:

Tributi locali (IMU, TARI, multe stradali, ecc.);

Carichi derivanti da accertamento fiscale;

Importi già oggetto di precedenti definizioni decadute.

Come aderire

L’adesione avviene con una dichiarazione telematica da presentare all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Secondo la bozza, il termine dovrebbe essere 30 aprile 2026.

Nella domanda, il contribuente deve:

Indicare le cartelle che intende rottamare;

Scegliere se pagare in un’unica soluzione o a rate;

Dichiarare l’eventuale rinuncia a contenziosi in corso relativi ai debiti oggetto di definizione.

Una volta inviata la dichiarazione, l’agente della riscossione comunicherà l’importo dovuto e il piano di pagamento scelto.

Modalità di pagamento

Il contribuente potrà scegliere:

Pagamento unico entro il 31 luglio 2026;

Pagamento rateale, fino a un massimo di 54 rate bimestrali.

Il calendario proposto è molto articolato:

1ª rata: 31 luglio 2026

2ª rata: 30 settembre 2026

3ª rata: 30 novembre 2026

Dalla 4ª alla 51ª rata: scadenze bimestrali dal gennaio 2027 al novembre 2034

52ª, 53ª e 54ª rata: entro il maggio 2035

Sulle rate decorrerà un interesse annuo del 4% a partire dal 1° agosto 2026.

Effetti immediati dell'adesione

La presentazione della domanda produce alcuni effetti rilevanti:

Sospensione dei termini di prescrizione e decadenza dei carichi;

Stop a fermi e ipoteche successivi alla domanda (restano quelli già iscritti);

Sospensione delle procedure esecutive in corso;

Blocco di nuove azioni esecutive fino al pagamento della prima o unica rata.

Questi effetti offrono al contribuente un’immediata “boccata d’ossigeno”, congelando le azioni di recupero forzoso.

Cause di decadenza

La disciplina della rottamazione quinquies è più rigida rispetto alle versioni precedenti. Si decade dalla definizione se:

Non si paga l’unica rata dovuta;

Non si versano due rate, anche non consecutive;

Non si paga l’ultima rata del piano.

Non sono previsti margini di tolleranza: anche un ritardo di un solo giorno può far perdere i benefici. In tal caso, l’intero debito torna esigibile con sanzioni, interessi e aggio.

Vantaggi e criticità

Vantaggi:

Forte riduzione dell’importo complessivo dovuto (solo capitale e spese);

Possibilità di rateizzare fino a 9 anni;

Sospensione immediata delle azioni di riscossione.

Criticità:

Esclusione di tributi locali e multe, spesso rilevanti per cittadini e imprese;

Regole di decadenza molto severe;

Tempi lunghi della rateizzazione, che possono comportare interessi cumulati non trascurabili.